Beh, forse qualcuno nell’ opposizione ha qualcosa da imparare da quest’uomo + Video

“Sig. presidente del Consiglio,
Lei è uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista che, anche oggi, ha raccontato un sacco di frottole agli italiani, descrivendo un’Italia che non c’è e proponendo azioni del Governo del tutto inesistenti e lontane dalla realtà.

Fuori da qui c’è un Paese reale che sta morendo di fame, di legalità e di democrazia e Lei è venuto qui in Parlamento a suonarci l’arpa della felicità come fece il suo predecessore Nerone mentre Roma bruciava.
Quella stessa Roma che anche oggi i barbari padani vogliono mandare al rogo, insieme alla bandiera e all’Unità d’Italia.
Sono sedici anni che racconta le stesse frottole, ma le uniche cose che ha saputo fare finora sono una miriade di leggi e provvedimenti per risolvere i suoi guai giudiziari o per sistemare i suoi affari personali.
Al massimo, ha pensato a qualche altro suo amico della cricca, assicurando a lui prebende illecite e impunità parlamentari, proprio come prevede il vangelo della P2, Cosentino, Dell’Utri e compagnia bella docet!
Anzi, no! Un’altra cosa lei è stato ed è bravissimo a fare, e lo ha dimostrato ancora una volta in questi giorni: comprare il consenso dei suoi alleati ed anche dei suoi avversari. I primi pagandoli letteralmente con moneta sonante, con incarichi istituzionali, con candidature e ricandidature di favore; i secondi ricattandoli con sistematiche azioni di dossieraggio e di killeraggio politico di cui lei è maestro.
Sì, perché Lei, sig. Berlusconi è un vero “maestro”: intendo dire un maestro della massoneria deviata, un piduista di primo e lungo corso, un precursore della collusione e della corruzione di Stato.
Anzi di più. Lei è l’inventore di una forma di corruzione di nuovo conio, più moderna e progredita: cambiare le leggi in modo da non far risultare più reato quel che prima lo era e in modo da non rendere più punibili coloro che prima potevano essere condannati.
Questa mattina, Lei si è gonfiato il petto ricordando un nobile principio liberale: “Ad ognuno deve essere consentito fare tutto tranne ciò che è vietato”.
Certo, ma chi, in Europa, ha scritto con il proprio sangue questo tassello di democrazia liberale non pensava affatto che un giorno si sarebbe trovato davanti ad un signorotto locale che avrebbe dichiarato “non vietato” tutto ciò che gli pareva e piaceva a lui e che non era la legge a governare il sistema ma doveva essere Lui a governare la legge.
Lei, sig. Berlusconi, non è un presidente del Consiglio ma è uno “stupratore della democrazia” che, dopo lo stupro, si è fatto una legge, anzi una ventina di leggi ad personam per non rispondere di stupro!
Lei non è, come alcuni l’hanno definito, uno dei tanti tentacoli della piovra.
Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent’anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale per piegarle agli interessi personali suoi e dei suoi complici della setta massonica deviata di cui fa parte.
Lei, oggi, ci ha parlato della volontà del Governo di implementare la lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, alla criminalità economica delle cricche.
E che fa si arresta da solo? O ha deciso di prendersi a schiaffi tutte le mattine appena si alza e si guarda allo specchio?
Lei si è impossessato e controlla il sistema bancario e finanziario del Paese.
Lei controlla le nomine degli organi di controllo che dovrebbero controllare il suo operato.
Lei fa il ministro dello Sviluppo Economico e, come tale, prende decisioni a favore del maggior imprenditore italiano, cioè Lei (e dico maggior imprenditore, non migliore come maggiore e non migliore è l’imprenditoria mafiosa).
A Lei non interessa nulla del bene comune perché si è messo a fare politica solo per sfuggire alla giustizia per i misfatti che ha commesso.
Non lo dico solo io. Lo ha detto pure il direttore generale delle sue aziende, Fedele Confalonieri, ammettendo pubblicamente che “se Berlusconi non fosse entrato in politica noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera”.
Lei si è impossessato dell’informazione pubblica e privata e la manipola in modo scientifico e criminale.
Un esempio? La casa di Montecarlo venduta da Alleanza nazionale. Lei e i suoi amici dell’informazione avete fatto finta di scandalizzarvi nell’apprendere che, dietro quella compravendita, c’è una società off-shore situata in un paradiso fiscale.
Ma si guardi allo specchio, imputato Berlusconi: Lei di società off-shore ne ha fatte ben 64 proprio per nascondere i proventi dei suoi reati societari e fiscali e per pagare tangenti ai politici e ai magistrati e lo ha fatto ricorrendo a quell’avvocato inglese David Mills, condannato per essere stato, a sua volta, da lei corrotto per mentire ai giudici e così permetterle di ottenere un’assoluzione comprata a suon di bigliettoni.
Già! Perché la magistratura che Lei ha corrotto: quella a Lei piace.
Invece, non le piace quella che vuole giudicarla per i suoi misfatti, tanto è vero che ora, al primo punto del suo ”vero programma”, quello di cui oggi non ha parlato, c’è la reiterazione del Lodo Alfano, cioè proprio di quella legge che deve assicurarle l’impunità per un reato gravissimo che lei ha commesso: la corruzione di giudici e testimoni.

Solo per questo fatto, Lei non meriterebbe un minuto in più di rappresentare il Governo italiano e se ancora riesce a starci è solo perché compra i voti ricattando quei parlamentari che si rassegnano a vivere vigliaccamente senza onore o senza coraggio!
Questo è il ritratto che noi dell’Italia dei Valori abbiamo di Lei, sig. Berlusconi!
E Lei, oggi, viene a chiederci la fiducia?
Lo chieda, ma non a noi.
Lo chieda a quelli che ha comprato o ricattato.
Lo chieda ai parlamentari di Futuro e Libertà che finalmente si sono resi conto con chi avevano e hanno a che fare ma non trovano, o non hanno ancora trovato, il coraggio di dissociarsi dal macigno immorale che Lei rappresenta.
Lo chieda al presidente Fini che nel suo discorso estivo a Mirabello ha detto esattamente (ed anzi di più) delle cose che sto dicendo io e ancora indugia a staccare la spina, passando, suo malgrado, da vittima a complice delle sue malefatte!
Lo chieda a tutta quella pletora di disperati che in questi giorni ha convocato a casa sua per offrire loro prebende o per minacciare imbarazzanti rivelazioni e che ora , abbagliati da improvvisa ricchezza o intimoriti dai dossieraggi che Lei ha architettato e commissionato, hanno deciso di vendere la loro anima e il loro onore dandole una fiducia che non merita!
Non lo chieda a noi che siamo stati primi a smascherare le sue reali e criminali intenzioni.”

IL GRUPPO LIBERALE E DEMOCRATICO FA PROPRIA LA RICHIESTA DI SONIA ALFANO DI ELABORARE UNA RELAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E SULLA MAFIA

Dichiarazione di Sonia Alfano, Eurodeputata dell’IDV:

“Lunedi scorso (13 settembre), in sede di riunione dei coordinatori della commissione libertà pubbliche, giustizia ed affari interni (LIBE), il gruppo liberale e democratico al Parlamento europeo ha ribadito su mia richiesta, come aveva già fatto all’inizio della legislatura, di elaborare una relazione sulla criminalità organizzata nell’Unione europea.
Sono particolarmente soddisfatta del fatto che il gruppo ALDE abbia fatto propria e ribadisca come priorità la proposta che fin dalla mia elezione al PE ho insistentemente sollevato. Spero che gli altri gruppi al PE appoggeranno tale richiesta quando nelle prossime settimane si dovranno discutere i tempi e le modalità della redazione di tale relazione all’interno della commissione parlamentare competente .
E’ necessario che la relazione analizzi l’applicazione delle norme europee, le legislazioni nazionali cosi come le azioni che dall’Unione si possono e devono prendere per rendere la lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata più efficace ed efficente, a livello internazionale, nazionale ed europeo.
Solo in tal modo il PE renderà veramente omaggio alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica freddato senza pietà il 5 settembre e a tutte le vittime della criminalità organizzata che sono state uccise solo perchè hanno tenuto la schieda dritta di fronte alla prepotenza mafiosa”

fonte:

http://www.soniaalfano.it/

Ahi, ahi, Tonino: sulla coerenza caschi male!

Ok, lo ammetto: sono un blogger schierato a sinistra, simpatizzante tra l’altro per Italia dei Valori. Tuttavia, sono allo stesso tempo un libero pensatore che, come Sonia Alfano e De Magistris, non ama chiudersi gli occhi e tapparsi il naso quando vede o sente qualcosa che non lo convince.
Da quando Antonio Di Pietro ha appoggiato De Luca in Campania, ho iniziato un’indagine sulle contraddizioni del leader dell’IdV, scoprendo cose piuttosto interessanti. Partiamo con la carrellata delle incoerenze di Tonino.

L’appoggio a De Luca in Campania

“In Campania ci vogliono personalità dalla moralità a prova di bomba. Mi sono informato sulle vicende giudiziarie di De Luca, e dico che è meglio che si faccia giudicare dai tribunali. La nostra posizione è nettano a candidati condannati, a persone rinviate a giudizio impegnate in ruoli di governo.”
(Antonio Di Pietro, 8 Novembre 2009, tratto da “Io e De Magistris non siamo fratelli-coltelli”, intervista de
Il Fatto Quotidiano)
Non si possono candidare in Campania persone sotto inchiestaNon si tolga Bassolino per mettere De Luca. Perché se non è zuppa è pan bagnato: pure lui è inquisito.
(Antonio Di Pietro, 5 Gennaio 2010, tratto da “Nessun veto per Vendola”, intervista de Il Fatto Quotidiano)
“Ma mica De Luca se l’è comprato, il Pd? Mica ce lo ha detto il Padreterno che deve essere lui? Non è assolutamente il nome adatto per dare alla Campania la svolta che merita. Non vedo perché impiccarsi al ricatto, alla forzatura di uno solo. Noi diciamo che la candidatura di De Luca non unisce, ma divide. Suggerirei all’imputato De Luca di impiegare il suo tempo a difendersi nei processi. Ne avrà di cose da ricostruire e da dire.”
(Antonio Di Pietro, 1 Febbraio 2010, tratto da “Non è l’ uomo per la svolta, cerchiamo insieme un’ alternativa”, intervista de La Repubblica)
“Abbiamo fatto questa scelta di campo: vogliamo salvare il salvabile,vogliamo salvare la Campania da una deriva criminale. Per questa ragione ho detto a De Luca di assumersi queste responsabilità (di candidarsi, ndr). L’alternativa a questa soluzione era la consegna, senza lotta, della Campania al clan
dei Casalesi.”
(Antonio Di Pietro, 8 Febbraio 2010, tratto da “Appello per la Campania”, dal blog di Antonio Di Pietro).




Il ponte sullo Stretto

**Antonio Di Pietro, ministro dei Lavori Pubblici con Prodi presidente, lo porta (il progetto del ponte) al Consiglio dei Ministri come opera urgente il 26 Luglio 1996**

Non siamo favorevoli al Ponte, crediamo che non sia una priorità nello sviluppo del Paese ma un’ opera di mussoliniana memoria, fatto solo per restare nella storia.”
(Antonio Di Pietro, 22 Giugno 2002, tratto da “Di Pietro: attenti, in fabbrica non stanno Cisl e Uil”,
Corriere della Sera)

A luglio 2006 finanzia con 25 milioni di euro la società sul Ponte:
Non ho mai detto di volere il ponte, ho detto solo che bisogna completare il progetto per capire se è fattibile o meno.”
(Antonio Di Pietro, 4 Luglio 2006, A. Giostra, Il Tribuno, cit., p. 128)
“Non basta dire: il ponte non si fa. Bisogna discuterne e poi se ne vale la pena: perchè no?
(Antonio Di Pietro; Giuseppe Cruciani, Questo ponte s’ha da fare, Milano, Rizzoli, 2009, p. 161.)
**25 ottobre 2007: i Verdi propongono un emendamento per sopprimere la società del Ponte. Di Pietro ricorse ai voti del centrodestra e la maggioranza andò sotto**

“I soldi, servono per ricostruire e servono subito, e senza mettere mano alle tasche già vessate degli italiani, semplicemente facendo rientrare il referendum nella data dell’election day e magari rinunciando alla realizzazione dell’inutile ponte sullo stretto di Messina.”
(Antonio Di Pietro, 19 Aprile 2009, tratto da “Allergia e lacrime del coccodrillo”, dal blog di
Antonio Di Pietro)

“Voi siete colpevoli del disastro di Messina. […] Questo è dovuto al fatto che, invece di fare la difesa del territorio, vi mettete a fare il ponte sullo stretto di Messina.”
(Antonio Di Pietro, 3 Ottobre 2009, tratto da “Manifestazione FNSI: l’informazione di regime e le tragedie”, da YouTube)

Il nucleare

“C’è un preconcetto ideologico che non aiuta il Paese. Il nucleare di oggi non è come quello di ieri.

(Antonio Di Pietro, 14 Settembre 2007, tratto da “Di Pietro-Pecoraro Scanio: duello sul nucleare“,
da Quotidiano.net)
“Le centrali nucleari che vuole realizzare il governo potevano avere senso negli anni Settanta, non quarant’anni dopo, quando altri modelli energetici sono stati individuati dalla tecnologia. Oggi costruire centrali nucleari vuol dire spendere tanti soldi, togliere l’occupazione e il lavoro che si potrebbero avere sviluppando le energie alternative, mettere a rischio la salute e l’ambiente. Con gli stessi soldi, anzi con meno si può certamente fare meglio sul fronte dell’energia”
(Antonio Di Pietro, 10 Maggio 2010, tratto da “Nucleare, Di Pietro: centrali potevano avere senso negli anni’70“, da AGI News On)

Clandestini & Immigrazione

Rimpatrio assicurato entro 24 ore, controllo via satellite delle navi in arrivo e carcerazione preventiva degli immigrati clandestini. […] Io sono per caricare questa gente su una nave militareandarla a sbarcare in Tunisia o in Marocco
(Antonio Di Pietro, 17 Agosto 1998, tratto da “Immigrati, legge troppo permissiva”, intervista de
Il Corriere della Sera)

“Dando per scontato che la clandestinità deve costituire reato il problema della pena è legato a quello di una riforma del Codice di procedura penale”
(Antonio Di Pietro, 17 febbraio 2001, Ansa)

“Mi sembra che la proposta Tabacci sia da accogliere perchè sull’immigrazione dobbiamo adottare una legge che nello stesso tempo esprima solidarietà a chi lavora e sia più rigorosa contro la criminalità clandestina” (Antonio Di Pietro, 31 Maggio 2002, Ansa)

Quando Giuseppe Pisanu alla Camera escludeva che esistesse un binomio clandestinità-immigrazione, Di Pietro lo incensava:
“Ci voleva un ex-democristiano come il Ministro Pisanu per recuperare un pò di senso di responsabilità e frenare le velleitàneonaziste della Lega, riportando la questione all’interno di un alveo di legalità”
(Antonio Di Pietro, 23 Giugno 2005, Ansa)

Esattamente un mese dopo ecco cosa dichiarava a Libero:
“Sull’immigrazione clandestina, loro, i miei alleati, dicono che è sempre una risorsa,ma gliel’ho detto che ci sono pure i criminali, i terroristi. Io e Clemente Mastella siamo stati molto chiari. Bisogna distinguere tra immigrazioni regolare,clandestina e criminale”
(Antonio Di Pietro, 23 Luglio 2005, Libero)

Quindi nell’ottobre dello stesso anno,dopo la pubblicazione dello straordinario reportage di Fabrizio Gatti de l’Espresso sul CTP,Di Pietro si scagliava contro il Ministro Pisanu:
“L’inchiesta de L’Espresso ha messo in luce fatti gravissimi e soprattutto quanto questo governo e lo stesso ministro Pisanu siano in malafede e mentitori
(Antonio Di Pietro, 7 Ottobre 2005, Ansa; trovabile su L’Espresso del 13 Ottobre in Clandestino di Stato)

Il 15 maggio del 2007, tre extracomunitari dirottavano un pullman di linea nei pressi di Novara, l’IdV si scagliava contro il governo in tema di immigrazione. Dichiarava in aula il capogruppo del partito di Di Pietro, Massimo Donadi:
“Il governo di centrosinistra ha una linea ondivaga che scivola su un buonismo ideologico dannoso per i cittadini. Tra la sicurezza e un governo non avremmo esitazioni nella scelta”
(Massimo Donadi, 17 Maggio 2007, tratto dal Sito della Camera: seduta n.159 del 17 Maggio )

“Nei Cie i clandestini vanno analizati con l’esame del Dna, della retina, con rilievi fotodattiloscopici”
(Proposta di legge dell’IdV presentata il 24 Settembre 2007, tratto da Il sito dell’IdV)

“Sono d’accordo con la proposta fatta dal segretario del PDCI su un patto tra le opposizioni per affrontare in maniera organica la delicata questione dell’immigrazione, dando risposte certe e chiare a cittadini che non possono essere considerati di serie Bma che devono avere gli stessi diritti e doveri, a cominciare da quelli elettorali, dei cittadini”
(Antonio Di Pietro, 17 ottobre 2007, Ansa)

Il voto agli immigrati per le amministrative è una cosa opportuna. L’immigrato regolare fino a quando non è cittadino italiano non può votare per le politiche. Se è residente e dimostra di avere un lavoro, invece, può votare alle amministrative”
(Antonio Di Pietro, 31 Aprile 2008, tratto da Voto agli immigrati: le reazioni politiche, da stranieriinitalia.it)

“Che l’immigrazione clandestina divenga reato è indispensabile per il nostro Paese”
(Antonio Di Pietro, 15 Maggio 2008, Ansa; trovabile su “2013 odiessea nell’ospizio“, dal sito Notizie Radicali)

“Voto agli immigrati? Non vi è alcuna urgenza”
(Antonio Di Pietro, 2 Settembre 2008, tratto da “Veltroni: voto agli immigrati. Ma l’Idv e la destra dicono di no“, da partitodemocratico.it)

“Il reato di clandestinità […] è di per sé odioso in quanto si sanziona penalmente una realtà soggettiva della Persona e non una sua condotta. […] Questo governo vuole trasformare il nostro Paese in un Paese dell’intolleranza, un Paese fascista, xenofobo, razzista. Già immagino le ronde di partito per difendere la razza ariana contro il nero”
(Antonio Di Pietro, 14 Maggio 2009, tratto da Governo fascista, xenofobo, razzista e piduista, dal blog di Antonio Di Pietro)

“Lo avevamo previsto. Lo sapevamo e l’avevamo detto.L’introduzione del reato di clandestinità, come strumento per contrastare l’immigrazione irregolare, si è rivelato per quello che è un vero e proprio flop. […] I numeri parlano chiaro e se questo governo e questa maggioranza fossero onesti dovrebbero avere il coraggio di ammetterlo e di abrogare questa normaxenofoba ed inuile”
(Massimo Donadi, 22 Gennaio 2010, tratto da “Immigrazione governata a colpi di flop“, dal blog di Massimo Donadi)

Referendum contro il “porcellum” di Calderoli

“Il  al referendum favorirà il superamento della porcata di Calderoli”
(Antonio Di Pietro, Giugno 2008, tratto da “Di Pietro sogna un centro reazionario per guidare l’Italia“,
da l’Occidentale)

“Il  al referendum elettorale consegna definitivamente tutta l’Italia al ducetto Berlusconi
(Antonio Di Pietro, 15 Maggio 2009, tratto da Referendum, Di Pietro contro il Pd “Franceschini ci ripensi, voti no”, da Il Giornale)

Da precisare che il referendum era stato presentato proprio dall’Italia dei Valori di Di Pietro. L’Unità, rimase allibita: «Non è mai successo nella storia politica di questo Paese che chi promuove un referendum poi faccia campagna perché fallisca».

Sbarramento del 4% alle Europee

“L’Italia dei Valori non si opporrà allo sbarramento del 4% da introdurre nella nuova legge elettorale per le Europee”
(Antonio Di Pietro, 2 Febbraio 2009, tratto da Di Pietro. Europee: si al tetto del 4%)
“PDL e PD vogliono lo sbarramento, noi siamo contro
(Antonio Di Pietro, 3 Febbraio 2009, tratto da PDL e PD vogliono sbarramento, noi siamo contro,
da Termometro Politico)
**Alle ore 20.00 del 3 Febbraio 2009, si vota il provvedimento alla Camera. L’Italia dei Valori voterà a favore**
Candidatura alle Europee 2009 dei parlamentari italiani
“Premier capolista? Gesto degno della disonestà di un corruttore. Si sa già che non andranno a Strasburgo anche se eletti”
(Antonio Di Pietro, 13 Marzo 2009, tratto da Europee. Di Pietro: Premier capolista? Degno disonestà corruttore)
**Antonio Di Pietro si candida capolista alle Europee in tutte le circoscrizioni**


Franceschini, invece deciderà di non candidarsi. Allora Di Pietro lo attacca pesantemente:
“La verità è una e una sola: le elezioni europee hanno una valenza nazionale importantissima ed è per questa ragione che i leader di partito hanno il dovere di metterci la faccia in prima persona. Il Pd, invece, non ha il coraggio di affrontare di petto e contrastare la candidatura di Berlusconi, con i suoi massimi dirigenti: è un dato di fatto di cui prendiamo atto. Ma è davvero inaccettabileche Franceschini critichi noi che la faccia ce la mettiamo, e lo facciamo perché sentiamo il dovere di assumerci la responsabilità di contrastare il governo delle destre e di rappresentare l`opposizione. Se Franceschini non ha il coraggio di farlo è un problema suo, ma non critichi me che il coraggio ce l’ho”.”
(Antonio Di Pietro, 21 Aprile 2009, tratto da Di Pietro: “Franceschini? “E’ scorretto e pavido” Il leader del Pd: “Scorretti saranno lui e il Pdl”, da Il Giornale)

Guerra in Iraq


“L’Italia dei Valori condivide le ragioni per le quali il governo Berlusconi ha dichiarato che vuole inviare strutture assistenziali e militari in aiuto al popolo iracheno e si augura che la missione possa raggiungere gli obiettivi”
(Antonio Di Pietro, 15 Aprile 2003, tratto da Di Pietro-2, da Macchianera)

“Un capitano dei paracadutisti, Nicola Ciardelli, e due marescialli dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo De Trizio, sono morti a Nassiriya in un attentato a causa di una bomba ad alto potenziale. Sono morti facendo il loro dovere di italiani. Quello che invece non ha fatto chi li ha inviati in Iraq adducendo come motivo armi di distruzione di massa che non esistevano.
Oggi si discute del ritiro dei nostri soldati, ritiro che per altro è già stato definito e che avverrà nei tempi concordati. Non si parla invece delle responsabilità politiche del governo Berlusconi che ha mandato in una zona di guerra dei nostri soldati senza una vera, reale, giustificabile ragioneChi ha sulla coscienza dei ragazzi uccisi per una guerra inutile, che l’Italia non ha mai dichiarato, se non il precedente governo?”
(Antonio Di Pietro, 28 Aprile 2006, tratto da Nassirya, dal blog di Antonio Di Pietro

Acqua pubblica/privata

L’acqua è un diritto che può essere garantito solo attraverso un servizio adeguato. Data la situazione di incipiente crisi idrica, è indispensabile far convergere le politiche di tutela e le politiche di gestione, guardando all’obiettivo principale rappresentato dalla disponibilità futura del bene. Più efficienza significa più infrastrutture, ma anche riduzione degli degli sprechi, costituzione di riserve strategiche (anche attraverso una gestione più articolata degli invasi artificiali), politiche tariffarie differenziate (che tutelino le fasce deboli e penalizzino, appunto, gli usi impropri). Non è particolarmente rilevante la forma di gestionenon ci sono pregiudiziali nei confronti dei privati, purché il loro interesse sia subordinato a quello generale”
(Antonio Di Pietro, 17 Novembre 2007, tratto da Di Pietro: la gestione dell’acqua può essere privatizzata,
da Acqua e Territorio)

**Luglio 2006: Linda Lanzillotta, Ministro per gli Affari Regionali del Governo Prodi (allora quota Margherita, oggi PD) presenta il Disegno di Legge n° 772 per il riordino dei servizi pubblici locali. L’atto, collegato alla Finanziaria 2007, è cofirmato da Pier Luigi Bersani (oggi Segretario nazionale del PD), di concerto con i ministri: Giuliano Amato (PD);Antonio Di Pietro (IdV); Emma Bonino (Radicali).
Il testo presenta il progetto embrionale per l’affidamento ai privati di servizi fondamentali per la collettività, compresa la gestione delle reti idriche.**
>>Qui i dettagli del DDL Lanzillotta<<

“L’acqua non può essere un bene di mercatoL’acqua è un diritto, lo abbiamo detto e lo ripetiamo. […] Il diritto all’acqua è inalienabile, è un bene che appartiene solo ai cittadini. ”
(Antonio Di Pietro, 8 Aprile 2009, tratto da “Acqua Pubblica“, dal blog di Antonio Di Pietro)

**Antonio Di Pietro raccoglie le firme per proporre un referendum contro il decreto Ronchi. Tuttavia, il referendum dell’IdV, lascerebbe attivo il decreto Lanzillotta**

Insomma, tra tripli salti carpiati, giravolte e controgiravolte, contraddizioni su contraddizioni, Di Pietro continua, ogni volta che può, a bocciare la candidatura di Nichi Vendola: non avrà forse paura di perdere quei voti che ha guadagnato cambiando totalmente pensiero su alcune tematiche?

Fonte:

http://pasqualevidetta.blogspot.com/