30 settembre, a Bruxelles si discute per un Parlamento Europeo Pulito

Come i lettori del Fatto Quotidiano ricorderanno, lo scorso anno ho lanciato dal mio blogwww.andreadambra.eu un’iniziativa per rendere ineleggibili i condannati al Parlamento Europeo sulla falsa riga di quella per un Parlamento Pulito ideata da Beppe Grillo e che da due anni giace nei cassetti del Senato con le 350mila firme raccolte l’8 Settembre 2007.

La Commissione petizioni del Parlamento Europeo dichiarò l’anno scorso ricevibile la mia petizione (417/2009) e la inviò per competenza alla Commissione Affari Costituzionali (AFCO) che aveva già in esame una modifica dell’atto riguardante le elezioni di cui chiedevo la modifica.
Con la nuova legislatura risultante dalle elezioni europee però la composizione della CommissioneAFCO cambiò e alla sua presidenza Carlo Casini (UDC/PPE) prese il posto del socialista tedesco Jo Leinen.

Casini quindi rispose alla Commissione Petizioni scrivendo che “la sua” commissione non aveva alcun margine di intervento sulla questione (cosa non vera) e preso atto di tale risposta la Commissione Petizioni chiuse la mia petizione.

Le migliaia di petizioni inviate però soprattutto grazie al sostegno del fattoquotidiano.it (con il banner inserito in Agosto) insieme allo “sbugiardamento” della risposta di Carlo Casini da parte del sottoscritto hanno convinto la Commissione Petizioni non solo a riaprire la mia richiesta ma ad aggiungervi anche le migliaia di firme ricevute di chi vuole un Parlamento Europeo Pulito e ad inserire l’argomento all’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione che si terrà il 30 Settembre a Bruxelles alla quale sono inoltre stato invitato a partecipare come oratore in qualità di primo firmatario.

Certo del vostro sostegno, Vi ringrazio per quanto avete fatto fino ad ora

Andrea D’Ambra
http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulito

Fonte:

http://www.ilfattoquotidiano.it

ECCO DI COSA E’ ACCUSATO COSENTINO

Il giudice per le indagini preliminari Raffaele Piccirillo ha accolto la richiesta di arre sto per concorso esterno in associazione camorristica avanzata nel giugno scorso dai sostituti procuratori Giu seppe Narducci e Alessandro Milita, e ha inoltrato il fascico lo alla giunta della Camera. Fi no a ieri sera non era stato an cora depositato presso la se greteria della presidenza, ma dal tribunale di Napoli è parti to, quindi è soltanto una que stione di tempi tecnici che non slitteranno oltre oggi. Nicola Cosentino è accusa to da almeno sei pentiti della camorra casalese, che lo indi cano come il referente politi co istituzionale dei clan so prattutto in relazione allo smaltimento illecito dei rifiu ti. Già nel 2008 la procura di Napoli ne aveva richiesto l’ar resto, ma in quella occasione il gip aveva respinto. Da allo­ra, però, il lavoro di indagine è andato avanti e al giudice sono giunte integrazioni rac­colte dai due pm titolari del l’inchiesta. Ai primi tre colla boratori di giustizia che nelle loro deposizioni avevano co minciato a parlare dell’espo nente del Pdl, se ne sono ag giunti altrettanti, l’ultimo dei quali avrebbe fornito agli in quirenti importanti riscontri.

Fonte:

Partigiani del Terzo Millennio

QUI TORINO MA CHIAMATELA PARENTOPOLI, IL GOVERNATORE COTA SI DIFENDE: “SONO COSE NORMALI”

Il governatore da Torino inonda di rettifiche i giornali italiani: in cui non nega l’esistente, ma tenta di giustificarlo. E il problema rimane.

Adesso ne abbiamo la certezza: dopo la seconda smentita consecutiva – già una volta il governatore del Piemonte aveva affrontato la questione, anche sulle nostre pagine – possiamo affermare con sicurezza che il palazzo della regione torinese è davvero una grande famiglia. Roberto Cota riprende carta e penna per affidare a Libero l’ennesima smentita della vicenda Parentopoli, sollevata su Giornalettismoqualche tempo fa. Si era scoperto, con tanto di atti ufficiali, come dopo l’elezione a governatore dell’ex capogruppo della Lega alla Camera, si fosse scatenata in Piemonte l’assunzione selvaggia“Casi di assunzioni inopportune che vengono riferite alla Giunta sono tutte inventate di sana pianta, nel senso che non c’è nulla da nascondere quanto all’opportunità, anzi”, dice oggi Cota: e sbaglia. Perchè poi inizia ad elencare tutti i presupposti che renderebbero assolutamente trasparenti tali nomine.

LICEITA’ ED OPPORTUNITA’ – Ad esempio, sul caso della sua segretariapersonale, Cota ricorda che collabora con lei da 10 anni, di lei si fida, ed è solo un caso che sia la figlia dell’attuale capogruppo della Lega in regione; “si dice poi di un assessore che avrebbe assunto la moglie di un altro assessore. Peccato che la signora in questione abbia lavorato in regione ben 12 anni prima di conoscere il marito, e abbia vinto regolari concorsi sotto altre amministrazioni regionali”, dice Cota: e anche questo non vuol dire niente. Infatti, innanzitutto, grazie alla viva voce del presidente, ora sappiamo che questi casi sono effettivamente presenti nel palazzo della regione. Secondo, come detto, Cota sbaglia, perchè dice che è tutto regolare sotto il profilo dell’opportunità, il chè è un errore: è tutto regolare sotto il profilo della liceità. Ovvero queste persone hanno, in astratto, i requisiti per essere assegnate alle mansioni che gli sono state conferite. La scelta spetta a chi può farla, e chi può farla l’ha fatta, decidendo su parametri di opportunità: sono appunto quelli che oggi si contestano, non la mancanza dei prerequisiti per assegnare quella poltrona a quella persona. Cota si rassegni: ha assunto la figlia del suo capogruppo come segretaria. Sarà perfettamente lecito, ma è assolutamente naturale che un tale comportamento venga criticato dalla stampa, che ha il dovere di porre il problema ai cittadini. Allo stesso modo, nessuno costringeva un assessore ad assumere la moglie di un suo collega: sarà di certo bravissima, ma è questo quello che è successo. Magari non importerà niente a nessuno: se è così, tanto meglio per tutti.

MANI LEGATE –Cota ricorda poi di non potersi spendere più di quanto ha fatto per risolvere l’ampia parentopoli che dilaga nel Consiglio Regionale: “C’è lo stesso rapporto che intercorre fra Governo e Parlamento”, dice, e aggiunge di aver comunque già inviato una lettera al presidente dell’assemblea, “invitandolo ad intervenire, perchè non ho intenzione di associare l’immagine della Regione a questi comportamenti”. Le obiezioni si sprecano: Cota ce l’ha già associata, la Regione a questi comportamenti, con le assunzioni sue e della giunta – lecite, lecitissime, certo: vedi sopra – ed è curioso che un Presidente rimproveri il suo consiglio per comportamenti che egli stesso mette in pratica; secondo, siamo in grado di anticiparvila risposta del Presidente del Consiglio Regionale: “Mi dispiace, non posso fare niente, rientra nell’autonomia dei gruppi consiliari”, e la cosa finirà qui. Certo, visto che oltre al canale istituzionale esiste anche il canale politico, il presidente potrebbe porre seriamente alla sua maggioranza (mica lo sostiene Rifondazione Comunista: o si?) il problema della Parentopoli in sede politica – congressi di partito, livelli dirigenziali, stampa, eccetera: se non vuole farlo è perchè ritiene che il problema, in fondo, non esista, o non meriti considerazione. Invece esiste e continuerà ad essere sollevato: magari non cambierà niente, ma tutti avranno fatto il proprio lavoro, stampa e politica.

Fonte:

http://www.giornalettismo.com/

Lo stop di Facebook al gruppo per cambiare la legge elettorale

Lo stop di Facebook al gruppo per cambiare la legge elettorale

Quella di Valigia Blu è una lotta, una battaglia che da mesi cerca porre al centro dell’attenzione pubblica diversi argomenti caldi. Partiti con l’intento di far correggere al Tg1 minzoliniano la notizia per cui Mills fosse stato assolto mentre, come sappiamo, l’accusa era stata prescritta, l’ultima battaglia del collettivo guidato dalla tenace Arianna Ciccone assieme aLibertà e Giustizia è quello di spostare l’attenzione sulla legge elettorale, il famoso Porcellum, col quale saremmo costretti a votare se la situazione politica italiana dovesse precipitare definitivamente e si andasse a nuove elezioni. Un sistema, come ormai tutti sanno, voluto da Calderoli – che poco dopo lo definì una porcata – e che non permette ai cittadini di votare il proprio candidato, ma una selezione di nomi, una lista chiusa di nomi decisa a tavolino nelle stanze dei bottoni della politica italiana.
Come è scritto sul sito di Libertà e Giustizia “i punti fondamentali della campagna, secondo il presidente onorario di LeG, Gustavo Zagrebelsky sono:
1) dire un forte NO “alla spoliazione del diritto di scegliere il Parlamento”
2) “abolire l’assurdo premio di maggioranza col quale si cerca di riformare il sistema politico forzando il sistema elettorale””
Una delle caratteristiche di Valigia Blu è l’attivismo online, che però, appena possibile, si trasforma da virtuale in pratico, portando le persone a protestare e confrontarsi in piazze reali. Ma di principio è il web il primo motore delle varie mobilitazioni e, oltre al sito, è con Facebook, in particolare, che il gruppo tesse relazioni e si confronta sui temi più caldi della cronaca quotidiana.
Ma proprio un paio di giorni fa Facebook ha privato gli amministratori della pagina Ridateci la nostra democrazia dell’accesso. Quello dello stop alle pagine del più popolare social network al mondo è un problema di cui in rete si discute da tempo. Tante le segnalazioni e le accuse di stop senza motivazioni. Facebook, infatti, non è obbligata a dare spiegazioni del perché una pagina viene chiusa, basta quindi una segnalazione per rischiare di vedersi privati dell’accesso. Spesso, però, si è notato un accanimento verso pagine “sgradite al Governo” come segnala anche Vittorio Zambardino in questo post.
Anche noi, quindi, come ha fatto Zambardino e hanno fatto tante altre persone ci uniamo al coro di chi chiede il ripristino della pagina del gruppo, un gruppo che porta avanti una battaglia comune a molte persone. Ma la richiesta bisogna allargarla e chiediamo che da oggi Facebook cominci a motivare la chiusura delle pagine, per rispetto (minimo, almeno) verso tutti i milioni di utenti che permettono a questo social network di esistere!

Fonte:

http://www.agoravox.it/